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Mar

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Lettera aperta sul CoronaVirus: Un grave errore

Quando sono venuto a conoscenza degli interventi regionali a sostegno delle micro-piccole imprese per fronteggiare il cataclisma economico che passa sotto il nome di CORONAVIRUS, ho pensato di aver male interpretato il testo. L’ho letto e riletto ma no, non si trattava di uno scherzo ed avevo letto bene: 20% di Credito di Imposta.

Per i non addetti ai lavori significa che, di fronte a questa tragedia umana ed economica, dopo questo devastante tsunami sociale pagando le tasse, le aziende chiuse per settimane e forse mesi, dissanguate dal blocco per il CoronaVirus, indebitate per i mancati incassi, con l’incubo della ripartenza di là da venire, di fronte a questo disastro epocale la Regione concede un risparmio del 20%. Sarebbe come prescrivere una aspirina ad un malato terminale.

Se il medico (la politica) non comprende la gravità del malato (l’economia) non prescriverà di certo la giusta terapia per guarirlo. Il malato è grave, molto grave, sta morendo!

Solo iniettando forti dosi di liquidità potrà trovare la forza di risollevarsi, rimboccarsi le maniche e, quando potrà, riprendere il lavoro.

Sottovalutare il coefficiente di pericolosità per la tenuta sociale del Paese significa scherzare col fuoco, in questa fase non ci si può permettere di sottostare alla tirannia della burocrazia, ma bisogna reagire con forza e convinzione: solo un fiume di danaro in tempi brevissimi versato direttamente nei conti correnti delle aziende provocherà lo choc benefico per ripartire con energia.

Tutte le aziende che resteranno morte sul campo di battaglia rappresentano altrettante famiglie che, disperate ed espulse dal mondo della piccola impresa, dovranno risolvere il problema di sbarcare il lunario, procurarsi il pane quotidiano, sopravvivere.

La politica ha un compito delicatissimo: non lasciare nessuno indietro. Dimenticato ed abbandonato a se stesso o peggio mortificato con interventi insufficienti, il piccolo imprenditore si trasformerà in un cittadino refrattario alla convivenza sociale, peso per la collettività e mina vagante in cerca di vendetta.

Attenzione a non commettere questo errore!

Marco Zoratti, Presidente Confesercenti Udine